sabato 28 maggio 2016

Arma Infero. Il Mastro di Forgia - Fabio Carta

Dopo una lunghissima riflessione, sono giunta alla recensione di un libro importante dal punto di vista della lunghezza ma anche della forma con cui è stato scritto.


~ Il libro

"E ora, fratelli, lasciate che vi narri di quei tempi, in cui le nuvole correvano rapide sopra gli aspri calanchi e di quando Lakon combatté per noi".
Su Muareb, un remoto pianeta anticamente colonizzato dall'uomo, langue una civiltà che piange sulle ceneri e le macerie di un devastante conflitto. Tra questi v'è Karan, vecchio e malato, che narra in prima persona della sua gioventù, della sua amicizia con colui che fu condottiero, martire e spietato boia in quella guerra apocalittica. Costui è Lakon.
Emerso misteriosamente da un passato mitico e distorto, piomba dal cielo, alieno ed estraneo, sulle terre della Falange, il brutale popolo che lo accoglie e che lo forgia prima come schiavo, poi servo e tecnico di guerra, ossia "mastro di forgia", e infine guerriero, cavaliere di zodion, gli arcani veicoli viventi delle milizie coloniali. Ed è subito guerra, giacché l'ascesa di Lakon è il prodromo proprio di quel grande conflitto i cui eventi lui è destinato a cavalcare, verso l'inevitabile distruzione che su tutto incombe.                                                             

Formato: ebook
Prezzo: €1,99
Pagine: 693
Editore: Inspired Digital Publishing (11 maggio 2015)
ASIN: B00XIX71Q2
ISBN-13: 9788894002157

Leggi le opinioni:


~ L'autore

Fabio Carta nasce a Roma nel 1975 dove si laurea in Scienze Politiche con indirizzo storico, sviluppando uno spiccato interesse per le convulse vicende che dall'evo moderno alla contemporaneità hanno visto le evoluzioni, gli incontri e gli scontri tra i popoli e le culture.
A questi interessi particolari unisce l'inevitabile passione per la cultura fantastica e avventurosa, prettamente cinematografica e televisiva, comune a quasi tutti i quarantenni della sua generazione che questa cultura l'hanno vista nascere, un fenomeno che solo i successi di Guerre Stellari e Star Trek possono esemplarmente rappresentare (non dimenticando, ovviamente, l'importanza non soltanto sentimentale dei numerosissimi cartoni animati giapponesi dell'infanzia, ossia i primi, leggendari anime "ante litteram”).
Per anni impiega il suo tempo libero alla ricerca d'una sintesi tra queste sue predilezioni, un modo creativo, tra disegno e narrativa, per superare il dualismo apparentemente inconciliabile dei suoi interessi. Da un lato tenta quindi di nobilitare gli ambiti cinematografici, televisivi e fumettistici, nonché videoludici - in perfetto stile "nerd" - con uno stile più ricercato e meno banale, mentre all'altro vuole dotare d'una riscrittura più dinamica e accattivante le nozioni e le cronache "accademiche", affascinanti e immortali, tratte ovviamente dai suoi studi storico-politici e dalle seriose ed ostiche letture a cui volontariamente - di tanto in tanto - si sottopone, tra cui molte delle opere medievali del ciclo bretone e arturiano. Per questo,come molti, non può esimersi dal subire il fascino del fantasy, in particolare della pervasiva poesia ambientale de Il signore degli anelli, che meglio di tutti nella letteratura contemporanea ha saputo coniugare la solennità letteraria col gioco della fantasia.
Ma è nella narrativa di fantascienza pura, soprattutto nella space opera, che cerca la sua maggiore ispirazione; e la trova nell'epica mistica di Dune, nella nettezza marziale di Fanteria dello Spazio come nell'intimo, sofferente pacifismo nella Guerra Eterna di Haldeman. E ancora, la sua immaginazione vaga in preda alle vertigini nella vastità narrativa del ciclo di Hyperion, perdendosi nell'immane intreccio "psicostorico" delle varie Fondazioni di Asimov, per finire perduta tra le allucinazioni cibernetiche di Neuromante. Nasce in lui l'idea di poter dar vita ad una sorta di "peplum" narrativo postmoderno, un sincretismo distopico tra fantasy e fantascienza che sia qualcosa di più d'una semplice trasposizioni di poteri magici in tecnologie arcane. Vi sono dame e cavalieri, intrighi di corte e amori a profusione e tradimenti degni di Lancillotto come del Trono di Spade; ma soprattutto storie di guerra, di coraggio e amicizia. Animato da questo intento, inizia a scrivere, creando il mondo di Arma Infero; e in questo mondo ambienta il suo primo romanzo. Impiegato, marito e padre di due figli, che da sempre tollerano pazientemente i suoi momenti di evasione nel remoto spazio siderale, nei ritagli di tempo prosegue indefesso a gettare pianeti, mostri ed eroi dalla tastiera sullo schermo del suo pc, fantasticando sul giorno in cui potrà eleggere la sua passione a professione.



~ Considerazioni personali

Wow. What a crazy ride!
Non so davvero da dove cominciare....
Non farò un riassunto, non mi ci metto nemmeno! xD

La cover. La cover, finché non leggete i primi capitoli, non riuscirete a capire cosa sia, o almeno è stato così per me.
Rappresenta il fulcro di tutta la storia: gli zodion.

Ma andiamo con ordine.
Il libro inizia con una trovata geniale: uno zoom che, partendo dall'universo infinito, spiega cosa sia successo al genere umano che è stato obbligato a lasciare la Terra per raggungere il pianeta Muareb (zoom sul pianeta) e si stringe poi su quell'uomo sciupato e incatenato, trattato da schiavo che altri non è che il nostro protagonista, Karan.
O meglio... la voce narrante che ci racconta le gesta del Mastro di Forgia.
Chi è il Mastro di Forgia? Ma soprattutto.... cos'è una Forgia? xD
La Forgia è quel luogo quasi sacro in cui, tramite antichissimi processi, si forgiano nientemeno che gli zodion. Chi gestisce i lavori all'interno della Forgia prende il titolo onorifico di Maniscalco. Quel Maniscalco che, per vari motivi, si distingue fra gli altri per le proprie capacità, prende il titolo massimo di Mastro di Forgia.
Lo zodion è, quindi, l'unico mezzo di trasporto sul pianeta Muareb, pianeta ostico dall'aria tossica.
Le persone vivono in città costruite all'interno di "geodetiche" (immaginate grandi cupole) al cui interno l'aria è resa pulita grazie alla tecnologia.
Chi non può permettersi di vivere all'interno delle geodetiche e/o a spostarsi da una città all'altra con uno zodion (e tuta ambientale), non vive a lungo.
Karan assieme al Mastro di Forgia e ad un piccolo drappello di soldati, sarà incaricato di andare alla Cerca del Pagan: quella matrice importantissima che ha dato vita a tutti gli zodion.

Ma, abbiamo detto che il libro parla del Mastro di Forgia.
La storia che ci viene raccontata, infatti, non è altro che un gigantesco flash-back in cui Karan ci racconta come, in gioventù, fosse stato un grande amico del venerato Mastro di Forgia e della difficile strada che lo stesso dovette intraprendere per diventarlo.

Non posso procedere a raccontare altro poiché la storia è talmente intricata, tra avvenimenti e personaggi nuovi ad ogni capitolo che, davvero, non ci riuscirei senza riscrivere l'intero libro xD

Parliamo di un signor libro: 45 capitoli che si svolgono in circa 700 pagine.
E, ricordiamolo, è il primo libro di una serie.

Come ho trovato il libro?
Non posso negarlo: difficile. Il libro è di difficile lettura dato lo stile oserei dire Manzoniano nel quale l'autore ci presenta la storia.
Per non parlare di capitoli interi dedicati alla minuziosa descrizione tecnica degli zodion, di come sono fatti e di come funzionano.
Il registro linguistico adottato è davvero alto, considerando gli standard dei libri di oggi. E' un testo ricco di latinismi (ad esempio"portava seco", "lupanare") e termini tecnici (vedi: geodetica) che rendono il ritmo molto lento.
Non siamo più abituati a leggere libri di questo tipo! :p

Ma nonostante tutto questo è stata una lettura indubbiamente originale, con un pizzico di romanticismo dal gusto rinascimentale che ha reso il tutto ancora più surreale.
Non mancano poi massacri con armi dai colpi autoforgianti, bombe atomiche, raggi laser... e quant'altro la tecnologia di un altro pianeta possa regalarci.
Probabilmente se fosse stato presentato in modo diverso, sarebbe stato più appetibile ma non riesco ad immaginare questa storia scritta diversamente.
Fabio Carta, con questo volume, ci mette davanti all'enorme lavoro di scrittura ma soprattutto di fantasia che ha dato vita a questa storia e anche all'abilità linguistica che lo distingue dalla massa.

~ Il voto

3 stelle e mezzo.
Forse anche qualcosa di più.
Se vi piacciono le storie di fantascienza "vecchia scuola", se vi piacciono le ambientazioni alla Ken Shiro, se vi piace l'amor cortese e le battaglie cruente a colpi di armi futuristiche, allora è decisamente il libro per voi!

e mezzo

3 commenti: